sabato 16 giugno 2018

Giacinto Spagnoletti

A MIO PADRE 

Egli portava il mare in me ,
lo posava nella mia fantasia 
ogni qualvolta si avvicinava ,
brusco e sdegnoso come il mare ,
ma intimamente dolce 
come il suo calore che non si può raggiungere .
Le sue braccia parlavano in segreto
come le articolazioni delle correnti 
che si dividono la dolcezza dell'elemento 
quando la bruna superficie è tesa .
E alle sue guance , ai suoi occhi aperti 
e indifesi dovevo riferirmi 
per comprendere la bontà religiosa 
che a volte irraggia dalle tenebre marine .

GIACINTO SPAGNOLETTI , 1920-2003

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