sabato 24 marzo 2018

Due poesie di Franco Fortini


In una strada di Firenze
c'è una porta che dà in un cortile di pietra.
Graniti antichi sono sulle pareti:
Ercole e l'Idra, Amore, corone di foglie,
allori incisi e roseti.
Non so chi sia nella casa. È come una chiesa tranquilla,
In alto il cielo riposa. Ogni cosa è al suo luogo.
Quando torno a Firenze, se vo per quella strada,
nel cortile entro e guardo:
passano in alto le nuvole naturali,
come monti si ombrano le pareti.
Anche in me stesso quelle nuvole passano,
anche in me stesso stanno quelle pareti.
Per questo guardo e guardo quel silenzio,
le corone di edera antichissime
e credo che una rosa esiti dentro il sasso.

Franco Fortini, 1954



Agro inverno crepiti il tuo fuoco
incenerisci inverno i boschi i tetti
recídi e brucia inverno.

Pianga chi piange chi ha male abbia più male
chi odia odii piu forte chi tradisce trionfi:
questo è l’ultimo testo è il decreto del nostro inverno.

Non abbiamo saputo che cosa fare per noi
della verde vita e dei fiori amorosi.
Per questo la scure è alla radice dei cuori

e come stecchi che si divincolano saremo arsi.

Franco Fortini, Agro inverno

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