sabato 2 dicembre 2017

Poesia di Attilio Bertolucci


Attilio Bertolucci

L’Oltretorrente 

Sarà stato, una sera d’ottobre,   
l’umore malinconico dei trentotto   
anni a riportarmi, città,   
per i tuoi borghi solitari in cerca   
d’oblìo nell’addensarsi delle ore   
ultime, quando l’ansia della mente   
s’appaga di taverne sperse, oscure   
fuori che per il lume tenero   
di questi vini deboli del piano,   
rari uomini e donne stanno intorno,   
i bui volti stanchi, delirando   
una farfalla nell’aspro silenzio.   
Non lontano da qui, dove consuma   
una carne febbrile la tua gente,   
al declinare d’un altro anno, fiochi,   
nella bruma che si solleva azzurra   
dalla terra, ti salutano i morti.   
O città chiusa dell’autunno, lascia   
che sul fiato nebbioso dell’aria   
addolcita di mosti risponda   
in corsa la ragazza attardata   
gridando, volta in su di fiamma   
la faccia, gli occhi viola d’ombra.     

Le poesie (Garzanti 1998)

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