lunedì 27 novembre 2017

Stupore per Mirta


Stupore per Mirta


E' gennaio, il mese del nevaio
di nuovo nell'anima mia
dal tuo ricordo inazzurrata.
Ho innaffiato le domestiche piante
l'indirizzo di te è scritto, Mirta,
con tutte le indicazioni,
sto parlando con te al telefono
(hai chiamato tu, Amica mia).
Verrai a trovarmi dell'Epifania
il giorno mi dici e l'auto mi porta
soavemente alla villa dell'incanto.
Mi accolgono i tuoi occhi, Mirta,
sensuali e buoni come di fanciulla
forte ed entro dopo il giardino
nella villa tra la benedizione
del sole e del freddo. Dopo il
magico salotto dove ti dono "Alessia"
mi porti nella tua camera e mi
fai vedere i tuoi progetti d'architetto
al monitor mentre usciamo dai nostri
film, Mirta. Mi doni un segreto
e poi il fiorevole pranzo in letizia
di risate. Poi nella camera di ospite
un lungo sonno senza sogni
per me Mirta. Poi mi inviti
a rimanere per la notte.
Ora che te ne sei andata, Mirta,
sei più viva di prima e la tua anima
è con Dio, che ti ha accolto
nelle sue braccia. Sei pari a te,
Mirta nell'intessermi a te anima
di stella e mi traduci una mistica
poesia dove ti trovi sottesa
a del Paradiso il fiume di platino
nella mia benedetta solitudine.


Raffaele Piazza 

1 commento:


  1. Il poeta risale ai giorni di gennaio, nel ricordo indelebile della cara amica Mirta. Rivive i momenti quando viene accolto in casa nella villa, a pranzo e poi ospite per la notte. Lei, ora viva più che mai in Dio, anima-di-stella, gli "suggerisce" una poesia.

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