domenica 20 gennaio 2019

Per nascere farfalla (di Felice Serino)

Per nascere farfalla (di Felice Serino): rivolti convenzioni / ti affidi all'inaspettato che / abita ogni tua cellula e sangue // rovesci il senso / del mondo:; poesia Creative Commons

sabato 19 gennaio 2019



Alla cameriera


Nero vestita ti muovi con
armonia tra i tavolini e sei
sinuosa e hai occhi come
stelle a trafiggermi i raggi
nell'anima in esatta terrestre
armonia. Voglia di possederti
in un albergo sotteso
alla speranza e ti ha chiamata
la collega con un nome
che diviene talismano.
Dopo il caffè pago il conto
e tocco le tue mani e le
unghie smaltate di scarlatto
il conto che non è quello
con la vita.
Due euro mancia compresa.

Raffaele Piazza

mercoledì 16 gennaio 2019

Due note (2) (di Felice Serino)

Due note (2) (di Felice Serino): due note / insistono nella mente / risalendo da un altrove in sogno // inducono / a una mestizia / che non sai dire // come; poesia Creative Commons

sabato 12 gennaio 2019

Alessia irradiata dalla luna

Alessia irradiata dalla luna


Luna ostia di platino a sovrastare
Alessia ed irradiarla nell'interanimarsi
di ragazza Alessia con l'epifania
di verginità di luce naturale.
E' il tempo dell'incanto di natura
notte mistica con Mirta discesa
dal Paradiso nella camera porto di
Alessia a portare ceste di fortuna
ed è la brina sul vetro della serra
ad apparire tra le piante rare
che Alessia rinomina e quell'ulivo
lo chiama Giovanni.

Raffaele Piazza

Alessia e il tempo delle arance

Alessia e il tempo delle arance


Vita della tinta delle arance
nel giardino della villa maturate
di Mirta, dono dell'amica nel
profumo dell'agrume nell'annusarlo
Alessia odore che giunge a di ragazza
l'anima nel pervaderla di gioia
di natura a rivelarsi anche nel roseto,
i limoni, i melograni e la centrale
mimosa e getta un ramo e l'esistere
intero ragazza Alessia alla cagna Frida
che lo riporta felice nella bocca
e ridono Alessia e Mirta
nell'accennare passi di flamenco.

Raffaele Piazza

Angelo della mattina



ANGELO DELLA MATTINA di Lorenzo Calogero

Angelo della mattina
risvegliami ancora
per la nuova fulgente aurora
che s’arrossa sull’orizzonte o s’incrina.

Io sono uno strano mendicante
che chiede amore e parole,
sono un solitario emigrante
verso le terre della luce e del sole.

Vienimi coi tuoi fulgori,
angelo che non ristai,
coi tuoi infiniti fulgori
colle movenze che tu sai,

e crescimi delle meraviglie,
di quanto raccogli negli occhi neri,
degli infiniti misteri
che tu celi dentro l’arco dei cigli.

Fammi conoscere ciò che tu conosci
i riflessi della tua bocca chiara;
mutevolmente nel mio cuore già amara
è una musica una magica forma, in una pioggia che scrosci.